Antonio MontiDa tutti chiamato Tonino, nasce il 10 maggio 1909, a Loiano, in provincia di Bologna, un paese dell'Appennino Tosco-Emiliano, sulla strada della Futa a 30 km da Bologna, a 70 km da Firenze. Figlio di Aristide Giuseppe, "Jusfin", apicoltore, a sua volta figlio di apicoltore. L'interesse per le api, caratteristica tradizionale della famiglia Monti, cattura Tonino fin dall'infanzia e diventerà la passione di tutta la sua vita.

Da piccolo va in giro assieme al padre, raccoglitore di miele che ogni anno, alla fine del mese d'agosto, su un carro trainato da buoi o cavalli, visitava i contadini dell'Appennino Tosco-Emiliano, per comprare i bugni villici. Erano acquistati a peso, ed il miele veniva ricavato per torchiatura. Nei primi anni del 1900, Jusfin acquista le prime arnie razionali e ne smonta una per studiarla e costruirne altre simili. Le arnie di famiglie erano dislocate in varie località vicino alla casa di abitazione, Sabbioniccio, a Ca' di Alessandro, alla Tintoria, al Mulino dell'Allocco e Tonino andava a curarle sulla sua moto Gilera 500 di cui era molto orgoglioso e che costituiva oggetto di grande desiderio, per quei tempi in cui la maggior parte della gente andava a piedi, a parte i pochi fortunati che possedevano un calesse col cavallo, come il medico di condotta. 

A poche centinaia di metri dal Sabbioniccio si trova Ca' di Benaglia, dove nel dicembre 1919 era venuta ad abitare la famiglia Santi di Castel dell'Alpi, Faustina Calzolari sposata a Domenico Tobia Santi e i loro figli, Valerio, Dante, Renato e la piccola Terzilia, nata da appena 20 giorni. Tonino, che ha 10 anni, prende in braccio Terzilia che colpisce il suo cuore e diventerà sua moglie il 31 dicembre del 1940.

8 giorni dopo il matrimonio Tonino deve partire per la guerra, tornerà per una breve licenza e dal 1943 Terzilia non avrà più nessuna sua notizia fino all'ormai insperato ritorno nell'autunno del 1946. Durante questi anni di separazione, mentre Tonino combatte la sua guerra nei Balcani, Terzilia si improvvisa apicultrice studiando la teoria delle api su un libro lasciatole dal marito e facendo pratica sulle api di famiglia. Sono tempi molto difficili, per Tonino che riesce alla fine a scamparla attraverso le tremende esperienze della guerra vissuta in prima persona e per Terzilia che bada alle api in mezzo alle bombe e alle mine della linea del fronte, tedeschi di qua sul versante bolognese e americani di là sul versante fiorentino.

Terzilia nel 1946 lascia il Sabbioniccio e va a vivere sulle colline bolognesi, in una casa comprata assieme al fratello Valerio, "Villa Le Querce" di nome, ma di fatto un rudere colpito da uno spezzone incendiario che Terzilia e Valerio, mattone su mattone, ricostruiscono. In una notte di ottobre del 1946 qualcuno bussa alla porta di casa, chi è? "Sono Tonino, sono tornato" e Terzilia si trova davanti un uomo quasi sconosciuto, dimagrito, provato dai patimenti di 6 anni di guerra, ma vivo! Le Querce sono state comprate con i soldi del miele raccolto dalle api di famiglia che Terzilia con tanta capacità è riuscita a mantenere in vita in tutti gli anni di assenza del marito. Tonino ricomincia così a fare l'apicoltore. Nel 1947, il 3 ottobre, nasce Elisabetta, unica figlia, che darà il suo contributo all'azienda di famiglia, da piccola come "affumicatrice" delle api e da grande come trasportatrice di miele e segretaria per la vendita delle api regine, perché oltre a raccogliere miele, alle Querce Tonino impianterà un allevamento di api regine che venderà in tutto il mondo. Il miele è molto richiesto nel bolognese, soprattutto nel periodo natalizio, perché è ingrediente indispensabile per il "Certosino", il dolce tipico di Bologna per Natale: un impasto di miele, farina, marmellata mostarda, frutta secca, uvette, frutta candita e cioccolato e spezie.

L'allevamento delle api regine era costituito da 300 cassettini di fecondazione, contenenti ciascuno tre piccole famiglie d'api, era operativo per quattro mesi l'anno, e produceva, mediamente, 3.000 regine per stagione che venivano spedite in Italia, Argentina, Francia, Cile, Inghilterra, Brasile, Isole Seychelles, Australia.

L'allevamento di Antonio Monti diventa famoso e vengono apicoltori dalla Francia, dalla Spagna e dalla Svezia a visitarlo. Tonino porta le sue api a raccogliere il miele dai fiori di ciliegio a Vignola, e sui fiori degli alberi di acacia e di castagno dell'Appennino Tosco-Emiliano.

A metà degli anni '60 Tonino trasferisce la sua attività nella Maremma toscana dove l'apicoltura, basata sui bugni villici, non era ancora sviluppata e presentava potenzialità notevoli. L'ape maremmana produceva molto miele, i suoi raccolti erano paragonabili a quelli dell'Appennino Tosco-Emiliano di quarant'anni prima. I paesaggi erano ricchi di trifogli, erica, corbezzoli, eucalipti, rosmarino e c'erano prati sterminati di sulla! Alla fine del 1966 smette l'allevamento delle api regine e si dedica unicamente alla produzione di miele tra le ricche fioriture di Volterra, la Valle del Berignone e Castiglione della Pescaia.

L'avventura in Maremma (così la chiamava Tonino) durò 10 anni. Nel 1975 torna a fare l'apicoltore sull'Appennino bolognese a "Casa le Api", una casa costruita da lui e Terzilia sul terreno della famiglia di Terzilia a Ca' di Benaglia. Ormai lavora con un ritmo più lento "da pensionato hobbista delle api", come si definisce lui stesso, e nel 1993 decide di smettere regalando le sue api ad una Comunità di Recupero, Mondo X, sulle colline bolognesi, vicino alla Villa Le Querce, con la speranza che qualcuno di questi giovani raccolga la sua eredità di passione e amore infinito per le api.

Tonino ha lasciato Terzilia ed Elisabetta il 19 febbraio 2009, a pochi mesi dal compimento dei 100 anni, è partito per l'ultimo più impegnativo viaggio della vita, verso prati eterni di fiori colorati e profumati, accompagnato per sempre dal dolce e magico ronzio delle api.